I rimpianti nascono quando giudichi il tuo passato con informazioni che allora non avevi. Amor Fati è accettare il processo: non cancellare alcunché bensì trasformare anche i momenti storti in direzione e consapevolezza.

Hai mai pensato a quanto è difficile accorgersi lucidamente di quando stai attraversando un determinato “stadio” della vita? La maggior parte delle persone se ne rende conto dopo, quando guarda indietro il film dell’esistenza con un occhio vispo di una realtà tagliente.
Quando sei immerso nella tua quotidianità, tutto è confuso. Momenti che apparentemente sembrano bui in realtà brillano di una loro luce, solo che allora non la vedi. Altri periodi sembrano essere splendidi, ma se li riguardi con calma ti accorgi che dietro c’era una tenera tristezza, che in quel momento non eri in grado di ascoltare.
Nei tuoi vent’anni sei un po’ in mezzo al guado: non sei più considerabile un “ragazzino”, ma certamente non ti senti neanche davvero “adulto”. Stai facendo scelte che possono sembrare definitive (università, città in cui vivere, primi lavori), ma dentro di te senti ancora un grande caos. E quando ti guardi indietro capita che arrivi il pensiero: «Lì ho sbagliato», «Avrei potuto fare meglio», «Se solo avessi deciso diversamente…». E, infatti, poi solitamente iniziano i rimpianti.
La verità è che i momenti brutti sono fisiologici. Una sorta di costante matematica nella vita di tutti. Periodi in cui il massimo che riesci a fare è alzarti dal letto, studiare o lavorare con la testa da un’altra parte, e cercare di non esplodere nella celere quotidianità a cui non riesci a star dietro. Momenti in cui devi solo stringere i denti e andare avanti in maniera robotica.
Quello che però facciamo fatica a capire è che sono proprio questi i momenti che ci forgiano. Non è una frase motivazionale da poster, è proprio un dato di fatto:
Quei pezzi di vita possono lasciare squarci, ma per chi riesce ad andare avanti tatuano cicatrici. E queste cicatrici non sono segni brutti da coprire; anzi, raccontano una storia, raccontano la tua storia.
Purtroppo però, non tutti riescono a osservare questi momenti con la stessa lente. C’è chi, da una parentesi negativa, tira fuori forza, direzione, consapevolezza. E c’è chi, dagli stessi episodi, tira fuori solo rimpianto.
Il rimpianto è quella voce che ti ripete di continuo: «Questa volta hai rovinato tutto», «Ti sei lasciato scappare un’occasione unica».
È una voce subdola perché purtroppo si presenta sempre dopo, quando ormai hai coperto il “gap informativo” di tutte le nozioni che in quel momento non avevi. Facile rivedere e giudicare il te stesso di quando avevi 17 anni, quando ne hai magari 23, con più dati alla mano. Ma ricorda che in quell’istante, con la testa e con il cuore che avevi allora, hai fatto davvero il meglio che potevi.
Robert Greene parla dell’idea di non avere rimpianti, non perché si abbia fatto tutto giusto (nessuno è perfetto), ma perché è giusto accettare che ogni cosa faccia parte del processo. Amor Fati, dal latino, significa letteralmente “amore per il proprio destino”. Che non significa “va tutto bene, è tutto perfetto e fantastico”, ma qualcosa di più radicale come “scelgo di amare anche quello che non avrei scelto”. Degli esempi possono aiutare a spiegare meglio questo concetto.
Vivere senza rimpianti non significa cancellare il passato, significa dire: «Probabilmente farei qualcosa di diverso, ma non cancello nulla, perché senza quegli eventi oggi sarei una persona diversa». Oggi con i social è facile guardarsi intorno e pensare di essere “in ritardo”. Vedi chi ha una carriera chiara e delineata, chi vive all’estero, chi è felicemente fidanzato, chi pubblica solo successi. E tu ti senti quello che ha sempre fatto mezzo passo storto, una scelta mezza sbagliata, un esame dato nel momento peggiore, un treno che hai sbagliato a prendere. Ma se cambi prospettiva, se provi a guardare queste cose tenendo in mente il concetto di Amor Fati, il discorso diventa:
Il punto è smettere di vivere guardando lo specchietto retrovisore, iniziando a osservare ciò che vedi dietro di te come carburante per andare avanti.
Un piccolo cambio di prospettiva che se attuerai ti porterà in una nuova dimensione di pensiero. In questo vasto porto in cui arrivano infinite navi, il messaggio che voglio lasciare è che non bisogna avere rimpianti: tutto fa parte del processo.
Non cercare una vita senza errori: cerca una vita in cui persino gli errori abbiano avuto un senso.
Immagine in copertina: Francisco Goya, “Atropos”, 1819-1823. Olio su tela, 123×266 cm. Museo del Prado, Madrid.
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